Amministratore Condominio Prato: tasi

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lunedì 22 dicembre 2014

TASI. Bloccato l'aumento per il 2015

Bloccato per il 2015 il livello massimo di imposizione della Tasi:.

L’aliquota massima della Tasi non potrà superare il 2,5 per mille, così come quest’anno. 

Confermata la possibilità di superare i limiti stabiliti per un ammontare complessivamente non superiore allo 0,8 per mille, a condizione che l’aumento sia utilizzato dai Comuni per finanziare le detrazioni d’imposta.

martedì 2 dicembre 2014

Saldo TASI 2014 entro il 16 dicembre 2014

Entro il prossimo 16 dicembre 2014, salvo particolari eccezioni, coloro che possiedono o detengono, a qualsiasi titolo, fabbricati (compresa l’abitazione principale) e/o aree fabbricabili, saranno tenuti a versare il saldo della TASI, ovvero la componente della tassazione immobiliare destinata a finanziare i servizi indivisibili dei comuni. 

Più precisamente, saranno interessati: 

1) i soggetti che hanno versato il primo acconto TASI entro il 16 giugno 2014 (soggetti i cui immobili sono ubicati nei Comuni che hanno pubblicato le delibere di approvazione delle aliquote e detrazioni sul sito informatico del Dipartimento delle Finanze entro il 31 maggio 2014); 

2) i soggetti che hanno versato il primo acconto TASI entro il 16 ottobre 2014 (soggetti i cui immobili sono ubicati nei Comuni che hanno pubblicato le delibere di approvazione delle aliquote e detrazioni sul sito informatico del Dipartimento delle Finanze entro lo scorso 18 settembre 2014); 

3) i soggetti i cui immobili sono ubicati nei Comuni che non hanno pubblicato alcuna delibera entro la scadenza del 18 settembre 2014. In tale circostanza, si applicherà indistintamente l’aliquota dell’1 per mille, purché questa non superi, unitamente all’aliquota IMU deliberata, l’aliquota massimo consentita ai fini IMU (6 per mille per l’abitazione principale e 10,6 per mille per gli altri immobili). 


mercoledì 26 novembre 2014

Versamento Imposte e Contributi

Dal 1° ottobre 2014 sono cambiate  le modalità di versamento di imposte e contributi per i contribuenti privati. 
Chi deve effettuare pagamenti di  importi superiori ai 1.000 euro, o utilizza crediti in compensazione, non potrà più portare il modello cartaceo in banca o alla Posta. 
Si devono usare i servizi online dell'Agenzia delle Entrate, l'home banking o bisogna rivolgersi al proprio professionista intermediario abilitato.
Il modello cartaceo F24 potrà comunque essere ancora utilizzato, dai privati,  per pagamenti inferiori a 1.000 euro a condizione che non ci siano crediti in compensazione.
Potranno inoltre essere pagate direttamente agli sportelli, di banche e poste,  le deleghe precompilate dall'ente impositore (Comune, Ordini Professionali, ecc) con importi superiori a 1.000 euro a condizione che non ci siano crediti in compensazione.
I protestati o i cattivi pagatori che non hanno un conto corrente, nel caso di un pagamento superiore a mille euro (oppure se ci sono compensazioni ma il saldo è positivo), dovranno affidarsi o a un intermediario abilitato a Entratel, disponibile all’addebito sul proprio conto, o a un intermediario della riscossione che consente di pagare, ad esempio, con una carta prepagata o in ultima istanza, se questi canali non sono disponibili, potranno utilizzare l’F24 cartaceo.


lunedì 24 novembre 2014

IMU e TASI: i trucchi per ridurre le imposte

Accade sempre piu' frequentemente che, pur di non pagare l'IMU, si arrivi a regalare la casa.
Cresce infatti il numero di proprietari che scelgono di liberarsi della seconda (o terza) casa al solo costo di copertura delle spese di trasferimento per evitare di pagare le tasse.
Normalmente si tratta di immobili sfitti con alto indice di degrado che non possono neanche essere demoliti o ricostruiti, se non con la medesima tipologia costruttiva.
Certo è che l'IMU dal 2012 ha indotto molti proprietari ad ingegnarsi per minimizzare o azzerare le imposte.
L'obiettivo di ridurre al minimo l'impatto di IMU e TASI alimenta la corsa degli italiani ad accatastare gli edifici diroccati come unità «collabenti» (F/2): Unità immobiliari che, prese nello stato in cui si trovano, non sono in grado di produrre reddito: unità immobiliari fatiscenti o inagibili; unità immobiliari demolite parzialmente.
Secondo le statistiche catastali dell'agenzia delle Entrate, infatti, tra il 2012 e il 2013 le unità accatastate come «collabenti» sono aumentate del 12,4%, da 373mila a 420 mila. 
Non sempre, però, ottenere questa nuova categoria catastale tramite riaccatastamento consente di azzerare del tutto IMU e TASI: alcuni Comuni – anche quando l'edificio è ridotto a un rudere - chiedono comunque di pagare l'imposta sull'area edificabile (o a rendita zero), seppur con un'aliquota ridotta rispetto a quella che viene applicata alle seconde case.